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Case a corte



     La casa a corte rappresenta un esempio di aggregazione abitativa, vecchio ricordo della civiltà contadina caratteristica del Salento, riporta le esigenze ed il tragitto dell’evoluzione della comunità rurale; la casa a corte sorge e si sviluppa in un momento in cui l’unico mezzo di sostentamento delle famiglie era l’agricoltura. Queste forme di aggregazione sono nate anche dall’esigenza di raggrupparsi per contrastare in qualche modo le incursioni varie verificatesi nel tempo, scegliendo i migliori punti (sottosuolo con falde acquifere) in cui poter costruire le strutture. 

 

     Anche avendo similitudini con altre strutture presenti sul territorio italiano e non solo, la casa a corte Salentina è comunque difforme da queste proprio per la sua nascita, e nel suo contesto storico-sociale in cui si è sviluppata. Nella sua forma più classica, la struttura del rione si presenta come uno spazio unifamiliare, un susseguirsi di abitazioni racchiuse all’interno da un cortile, regolare nella forma, la cui caratteristica è un grande portale ad arco all’ingresso (sul lato più corto) che isola la struttura dalla strada, strutture ad ambiente unico. Le abitazioni, solitamente con un solo vano, si espongono sul cortile e su un piccolo giardino sul retro per le esigenze culinarie. Di solito la monocamera è di piccole dimensioni (5m x 7m), il pavimento di grandi lastre in pietra leccese (chianche), il soffitto da una incannucciata sorretta da travi di legno (ncannatu), coperto a due spioventi da tegole rustiche (imbrici). Il camino (focalire), di dimensioni grandi,  riveste un ruolo centrale nell’abitazione; riveste un ruolo particolarmente importante anche il cortile, fulcro della corte in quanti luogo di ritrovo, di giochi, di lavoro, magazzino ecc…, dotato di un pozzo per attingere l'acqua, “pile” per abbeverare gli animali e per le esigenze delle persone, “fogge” (cisterne) per il deposito di cereali ed altri alimenti. La similitudine con cui sono state realizzate le case a corte può fare pensare, in alcuni casi, a piani di lottizzazione derivanti da predeterminate evoluzioni di colonizzazione fondiaria, o in ogni modo a figure già sviluppate di civiltà che raffiguravano il proprio schema di sviluppo territoriale. 

 

     La figura prevalente nella struttura è la famiglia, intesa come più gruppi familiari che hanno rapporti sociali, economici e di buon vicinato; generalmente sono legate da parentela o affinità comuni. Generalmente questo sorge dalla frammentazione del nucleo primario, divisione generata dai figli che sposandosi formano un'altra famiglia e via di seguito. Le famiglie aumentano, e si amplia conseguentemente anche lo spazio per ospitarle: nelle abitazioni già esistenti vengono così aggiunte nuove stanze, anche a discapito dei giardini, o vengono sopraelevate; gradualmente quindi la struttura si espande, trasfigurandosi in centri sempre maggiori, con la conseguente nascita di altre strutture come palazzi, chiese, ecc… 

 

     Con la crescita economica nascono nuovi elementi architettonici come il vano carraio coperto (simpuertu), utilizzato per i motivi più disparati come rimessa per attrezzi, per ospitare il cavallo con relativo “trainu”, ecc…, dal tetto a tegole si passa alle classiche casa a volta in pietra leccese. Inoltre vengono aggiunte nuove stanze, oppure c’è una sopraelevazione, collegata al cortile da scale esterne. i portali d’ingresso sono arricchiti da nuovi motivi in base alle propensioni artistiche del tempo. Per le sue caratteristiche, la casa a corte raffigura un contesto storico-sociale, un patrimonio architettonico e un modello di abitazione le cui basi sono la condivisione di spazi, la socialità, la condivisione che non può essere assolutamente perduto, che deve essere necessariamente valorizzato e recuperato non solo come struttura ma come valore sociale della famiglia.

  Si riscontrano tre tipologie di case a corte:

  • Case a corte chiusa (punto finale di una strada ceca)

  • Case a corte aperta

  • Corti private (unifamiliari, con una sola famiglia evidentemente più agiata)

   

 

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