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Muri a secco

     I muri a secco costituiscono un elemento fondamentale del paesaggio agricolo salentino, rappresentando anch’essi il duro lavoro dei contadini svolto nel tempo. Presenti praticamente ovunque nel territorio, la loro origine risale all'epoca preistorica, precisamente al Neolitico, come altri elementi costituenti il paesaggio agricolo qui descritto. 

     Quando l'uomo evolvendosi cominciò ad effettuare l'aratura del terreno per coltivarlo, ritenne utile accumulare lungo i bordi dei campi tutte le pietre che affioravano, perché ostacolo al lavoro dell’aratro; successivamente vennero ordinate ed appoggiate l'una sull'altra lungo quelli che sarebbero poi diventati i confini dei terreni quando venne adottato il sistema a campi chiusi. 

     Nascono in questo modo i muri a secco che con il tempo hanno acquistato altre funzioni: protezione dei raccolti dal pascolo e da erbivori selvatici; confini di proprietà, funzione frangifuoco (perché evitano il propagarsi di incendi derivanti dalla bruciatura delle stoppie) e frangivento, creando quel sottile reticolo delimitatore di strade e campagne. Sono inoltre sicuramente belli esteticamente. 

     Costituiscono elemento importante oltre da un punto di vista storico, culturale e paesaggistico anche dal punto di vista faunistico perchè è stato accertato da ricerche effettuate da esperti rappresentare una zona di rifugio per molte specie animali e vegetali, rappresentando in alcuni casi l’unico serbatoio della biodiversità nell’ambiente rurale, in assenza spesso di habitat naturali come boschi, siepi. Tra queste specie ricordiamo ratti, serpenti, lucertole, tartarughe, ricci, scolopendre, civette, lentisco, licheni ecc....

- Metodi di costruzione 

     La tecnica di costruzione è alquanto semplice, fermo restando che rimane un lavoro abbastanza duro e che richiede una certa praticità ed esperienza: una volta individuato lo strato roccioso si costruisce la base composta da due file parallele costituite da grosse pietre sulle quali si appoggiano altre più piccole, in modo da incastrarle bene tra di loro e da poter lasciare il minimo spazio vuoto. 

     Man mano che diventa più alto il muro si restringe; i vuoti che si formano tra le due file vengono poi colmati con pietre di più piccole dimensioni. Infine si chiudono eventuali fessure con scaglie di pietra inserite a mo' di forza con un martello. Dettaglio non trascurabile è dato dal fatto che nei muri a secco non si usa nessun tipo di legame come ad es. la malta. 

     Inoltre i muri a secco, proprio perché le loro particolari tecniche costruttive sono dei manufatti che necessitano in modo periodico una ordinaria manutenzione, pena il progressivo disfacimento. L’abbandono delle campagne ha infatti determinato in molte zone il completo crollo dei muri, mentre in molti altri la situazione risulta molto critica; non è perciò difficile prevedere il loro completo disfacimento in assenza di manutenzione.

 

 

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