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Salento: storia, flora e fauna

- Nozioni generali

     Il Salento, noto anche come penisola salentina oppure come "Terra D'Otranto", è denominato anche da molti come "tacco d'Italia", è una porzione di territorio relativamente esteso che si estende a sud della regione Puglia; è circondato a occidente dal mare Jonio e a oriente dal mar Adriatico. 

     Con gente particolarmente ospitale, ancora molto legata ad usi costumi e tradizioni tipici dei luoghi, comprende le Provincia di Lecce e in parte quella di Taranto e Brindisi. E' una regione bassa con modesti rilievi di tipo carsico; l'unico corso d'acqua è il breve Idro, che sfocia presso Otranto (il punto più ad oriente della penisola), pertanto l'idrografia è principalmente sotterranea. Presenti ad Est, nei pressi della bellissima Otranto, 2 piccoli laghi, i Laghi Alimini. 

     Questa regione, a causa delle scarse precipitazioni e della natura carsica del suolo, risente enormemente della scarsità d'acqua. Il clima mite favorisce la vegetazione arborea, la coltivazione di olivi, viti, fichi. Le poche industrie presenti sono per la maggior parte a carattere artigianale. 

     Territorio abitato fin dalla preistoria come dimostrano diversi monumenti ancora perfettamente visibili ancora ai nostri giorni; Il Salento, che le popolazioni greche denominavano Messapia ("Terra fra due mari"), era in passato abitata dai Messapi. Con l'inizio dei conflitti tra, iniziati circa nel III secolo a.C. il Salento cominciò a latinizzarsi tanto che contribuì alla nascita della letteratura latina.

- Storia

     La penisola Salentina è stata da sempre terra di passaggio e di conquista da parte di numerosi popoli. Si hanno tracce di presenze umane in questo lembo di terra infatti già sin dalla preistoria; testimonianza nè sono infatti le arti pittoriche parietali nella famigerata “Grotta dei Cervi”, una grotta di origine carsica nei pressi di Porto Basisco; testimonianza che all’epoca della scoperta suscitò notevole scalpore, facendo il giro del mondo poiché era la prova della presenza dell’uomo preistorico.  Nell’età del bronzo il salento fu abitato da popoli indoeuropei che lasciarono numerose testimonianze, molte delle quali sono visibili ed ottimamente conservate ancora oggi, ma tante purtroppo andate perdute per sempre: sono i Dolmen, i Menhir e le Specchie. 

     Posto nel cuore del Mediterraneo, il Salento è stato attraversato da popoli come Fenici (che probabilmente fondarono la città di Santa Maria di Leuca), Messapi (circa 1000a.C., provenienti dall’Illiria, dediti all’agricoltura, allevamenti di cavalli, lavorazione della ceramica), Japigi, Greci, Apuli. Circa alla metà del III secolo a.C. i Romani colonizzarono questo territorio, colonizzazione che portò importanti rinnovamenti nell’ambito delle infrastrutture, paesaggio, ristrutturazione dei centri abitati; anche nell’ambito culturale si ebbe una trasformazione, ponendo il latino come lingua principale. Lecce (prima Lupiae), divenne il centro più importante, collegata alla città di Brindisi e provvista di numerosi ed importanti monumenti che si possono ammirare odiernamente, ma altri dei quali aspettano ancora di essere portati alle luce. L’impero Romano cadde nel 476 d.C., spalancando le porte a numerose popolazioni che negli anni seguenti si susseguirono; il Salento subì perciò nel tempo ripetuti saccheggi. 

     Tra queste popolazioni ricordiamo ad esempio le invasioni barbariche, Ostrogoti, Longobardi, Saraceni, Ungari, Slavi. Tra questi fu la popolazione di provenienza medio-orientale che si “trattenne” per più tempo, lasciando sicuramente non dei bei ricordi in quanto impose alle popolazioni autoctone lingua, cultura, religione ed i loro riti. Le continue lotte tra invasori e popolazioni locali si protrassero per circa due secoli, soccombendo poi a beneficio dei Normanni che essendo pro Chiesa Cattolica favorirono la rinascita di arte, cultura, lingua latina ed altre lingue instaurate dai precedenti invasori. Inoltre i Normanni costruirono abbazie, conventi, basiliche, cattedrali. Ai Normanni subentrarono gli Svevi, favorendo anch’essi pace e sviluppo. Questo periodo “tranquillo” finì con l’arrivo degli Angioini che lottarono con gli Aragonesi per la conquista del territorio. Nel frattempo ne approfittarono i Turchi, conquistando nel 1480 la splendida città di Otranto, attaccata e saccheggiata dalla flotta comandata da Acmet Pascià; la resistenza dei cittadini costò la vita a 800 di loro (i martiri d’Otranto).

     La Regione Puglia fu successivamente sotto la dominazione Spagnola che dopo un periodo di lotte con i Francesi riuscì a conquistare il territorio; gli Spagnoli ed il popolo a causa delle continue invasioni Turche costruirono lungo i litorali torri di avvistamento,  nell’entroterra castelli, masserie fortificate, case-torri. Le tasse divennero insopportabili dalla povera popolazione, dedita solo all’agricoltura, pesca e pastorizia; quindi scoppiarono le prime rivolte con conseguente diffusione del brigantaggio e della peste. Il periodo di dominazione Spagnola ebbe il merito di diffondere nell’ambito artistico lo stile barocco, particolarmente nella città di Lecce, che tutto il mondo ci invidia e ammira. Nel 1700 l’occupazione fu di parte Austriaca, però nel 1738 furono rimpiazzati dai Borboni. 

     Ovviamente questo riguarda anche la popolazione del Comune di Vernole, in cui vivo, costituito anche dalle frazioni di Acquarica di Lecce, Vanze, Acaja, Strudà e Pisignano. Vernole (Casali Vernulae, conosciuto anche sotto il nome di Casale di san Lorenzo, Chiesa i cui ruderi sono tuttora visibili nei pressi del cimitero del paese stesso) deriverebbe da Ver in oleae = primavera tra gli ulivi. Acquarica (Casalis Acquaricae) proverebbe da “lacquaru” in quanto erano presenti in modo considerevole le paludi nei dintorni, quindi “acqua malsana”  oppure da aqua ricca, perché sotto il sottosuolo scorre un fiume chiamato “theutra”. Vanze (anticamente Banze, che assomiglia a toponimi come Bantine,Banzano,Banzena,Banzi,Vanzo,Vanzone e Vance). Pisignano (Casalis Pisignani), ma anche Pisinnius che sarebbe stato il nome di qualche conquistatore romano. Strudà (in passato centro di raccolta per soldati greci) proviene probabilmente dalla parola stratiònai, che in greco vuol dire “soldati”. Acaja (parola nata dall’evoluzione di  Segine,Sengine,Alcaia,Cesine,Achaja) significa zona incolta,abbandonata.

 - La Flora

     La macchia mediterranea e forse l'elemento più interessante della flora; è al contrario di altri alberi autoctona, cioè tipica della zona. La quasi totalità delle piante che fanno parte della macchia mediterranea hanno le foglie coriacee, cioè lucide e che permettono di conservare le riserve idriche e sono in grado di riflettere la luce; la conseguenza di tutto ciò è la riduzione del fenomeno della traspirazione, atto con il quale le piante eliminano sotto forma di vapore l'acqua assorbita. Si chiama macchia perchè non si dispone in modo uniforme sul terreno ma appunto a macchie. E' costituita da un'associazione di arbusti sempreverdi di modesta (alta macchia) e piccola altezza (bassa macchia o gariga). La macchia mediterranea è di tipo derivato e non originario perchè risultato della trasformazione operata dall'uomo nel corso degli anni (incendi, disboscamenti) della originaria foresta mediterranea, caratterizzata soprattutto da lecci e olivastri. Come tutte le piante anche quelle della macchia mediterranea si avvalgono della fotosintesi clorofilliana, un processo con il quale le piante producono sostanze organiche attraverso l'energia ottenuta dal sole; l'assimilazione consiste in un assorbimento di anidride carbonica e nell'espulsione di ossigeno. Piante tipiche della macchia mediterranea sono l'Alaterno, il Mirto, Lentisco, Alloro, Corbezzolo, Phillirea, Erica, Timo, Salvia, Rosmarino. Tipico del Salento è anche il Leccio (Quercia), della quale ci sono estesi ed imponenti boschi (Querceti). Ci sono anche estese zone paludose, vaste Pinete, boschi di Eucalipti, e bellissime Orchidee.

- La Fauna

Nel Salento c'è una fauna ricchissima ed importantissima; è infatti visitato da numerose specie di uccelli migratori, soprattutto Anatidi; ma non mancano Aironi, uccelli limicoli, più raramente i Cigni, e tante altre specie migratorie. Ci sono poi i Rapaci (predatori degli anatidi), Strigiformi (uccelli notturni), ed altre specie. Gli animali presenti sulla terraferma sono i Ricci, Volpi, Tassi, Topi, Donnole, Faine.

 

 

Benefici dell'olio d'oliva

 

Prevenzione di infarti e tumori: un consumo regolare di olio extravergine d'oliva può essere un efficace scudo naturale contro infarti e tumori in quanto riduce l'ossidazione del Dna e l'invecchiamento delle cellule. Sono due studi paralleli condotti in Italia sull'uomo che seguono precedenti test di laboratorio anticipatori delle stesse indicazioni. Gli studi, compiuti su due campioni diversi di pazienti, dimostrano che la funzione antiossidante dei fenoli, agenti chimici naturali contenuti nell'olio d'oliva, è tale da avere un'azione protettiva sia riguardo a malattie cardiovascolari (infarto, ictus e trombosi) sia riguardo a malattie degenerative (tumori, morbo di Alzheimer).

Informazioni tratte da CSO (Consorzio Salentino Olivicoltori)

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